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| Cultura |
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Etą del Ferro Per
l'età tra l'VIII e il IV secolo avanti Cristo, comunemente denominata
«del ferro», si nota un sensibile aumento nelle nostre conoscenze
storiche. Tra le scoperte di grande importanza a questo fine figura l'insediamento plurisecolare di S. Lucia sull'Isonzo, un vero e proprio complesso culturale (abitato e necropoli) che consente di collegare senza soluzione di continuità l'età più recente del bronzo con l'epoca romana. Tra le novità quella del nuovo rito funerario adottato su larga scala con l'incinerazione e la disposizione dei resti nella terra accompagnati da armi in ferro, quali asce da combattimento e cuspidi di lancia. Si possono ancora citare gli insediamenti di S. Vito al Tagliamento, di Moruzzo e di Pozzuolo. Le culture prevalenti sono attribuibili alla popolazione venefica e, meno, a quella celtica; accertati archeologicamente i rapporti tra il territorio friulano, l'area cosiddetta hallstattiana (dal villaggio di Hallstat), a nord delle Alpi e le culture balcaniche occidentali. Anche dal lato della lingua, aumentano le testimonianze: conosciamo, ad esempio, un'iscrizione paleoveneta su osso a Pozzuolo, altre su vasellame bronzeo a Idria, Cimolais e S. Canziano, mentre per i Celti o Galli si sono raccolte molte monete in lingua gallica. Quanto alla distribuzione territoriale di queste due ultime culture, i paleoveneti tendono ad estendersi verso Occidente oltre la Livenza, e i Celti al contrario ad occupare l'intero territorio friulano con punte verso la zona carsica. |
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