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Venezia e il Friuli
Nella prima metà del XV secolo lo «Stato di Terraferma»
è ormai una realtà consolidata nel più ampio stato
veneziano; esso si aggiunge all'antico dominio marittimo dello «Stato
da Mar» e alle due formazioni territoriali intermedie, l'Istria
come appendice e tramite per la Dalmazia e il Levante, e
il nucleo originario rappresentato del «Dogado» raccolto intorno
e lungo le fasce laterali marittime di Venezia.Nel programma di conquista
continentale di Venezia non poteva mancare il Friuli, soprattutto per
evidenti ragioni economiche. Sul territorio friulano, infatti, passava
la via commerciale diretta in Germania e nel Centro-Europa (Venezia-Portogruaro-Canal
del Ferro), della quale lo Stato veneziano conosceva da tempo l'importanza,
onde la necessità di mantenere costantemente aperto e protetto
il traffico mercantile nei due sensi. 
Il 19 luglio del 1420, dopo un lungo intermezzo di operazioni militari
e diplomatiche, entra in Udine il patrizio Roberto Morosini, inviato dal
governo veneto quale primo Luogotenente Generale a reggere la Patria.
La sua residenza è nel castello, antica sede del Patriarca aquileiese;
la sua carica dura in genere 16 mesi (in origine 6 mesi e un anno fino
al 1509); le sue attribuzioni riguardano la soprintendenza degli affari
militari, giudiziari, amministrativi ed economici del territorio soggetto.
Nelle sue funzioni è assistito da un vicario, due provisori, un
cancelliere per le attribuzioni giudiziarie e da due giudici, dottori
in legge, uno per la giustizia civile e uno per il malefizio. L'amministrazione
delle rendite dello Stato è compito specifico del tesoriere (o
camerlengo), che presiede alla camera fiscale, cui affluiscono, come già
prima in quella analoga patriarcale, tutti i proventi spettanti alla Repubblica,
mentre la sicurezza pubblica è affidata al Maresciallo, anch'esso,
come il tesoriere, scelto tra la nobiltà veneta e nominato dal
senato.Il territorio retto dal Luogotenente, oltre a Udine soggetta direttamente
e sede del magistrato, comprende i seguenti territori parzialmente autonomi
(non però in materia militare e fiscale che è gelosa attribuzione
del Luogotenente Udinese):
- Palma (Provveditore generale dal 1593)
- Marano (provveditore)
- Cividale del Friuli (provveditore-capitano al 1553)
- Pordenone (provveditore-capitano)
- Caneva (podestà)
- Monfalcone (podestà e per poco un castellano)
- Portogruaro (podestà)
- Sacile (podestà-capitano)
- Chiusa di Venzone (castellano)
- Cadore (capitano).
L'amministrazione veneta non si esaurisce nei reggimenti insediati dal
governo centrale con quei compiti e quelle competenze definiti nelle «commissioni»
ricevute dal principe alla partenza da Venezia; la loro autorità
nelle diverse materie trova lecite limitazioni, e anche illecite opposizioni,
nelle prerogative e nei gelosi privilegi degli statuti locali, che possono
essere superati soltanto da una delega espressa del Senato e o del Consiglio
dei Dieci di agire nei casi urgenti e palesemente gravi con il loro proprio
«rito» e la loro propria «autorità», emanando
sentenze sottratte a qualsiasi ricorso in appello.

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