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Cultura  La STORIA della BASSA Friulana 
 
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La Bassa Friulana attorno al 1000 situazione politica all'inizio del 1400.

Il Friuli, alla fine dello Stato Patriarcale, si presentava come una zona dove all'aumento delle terre coltivate ed all'affrancazione dei servi di masnada si era contemporaneamente sviluppato un livellamento delle classi rurali: alla libertà giuridica dei servi e all'allentamento del peso delle corvèes non faceva seguito una reale emancipazione sociale ed economica delle classi più basse.
Il sistema feudale concedeva quindi un mutamento dei rapporti sociali di produzione, solo col fine di ottenere una più cospicua e sempre più indispensabile rendita fondiaria, quindi sempre pesantemente feudale.

La composizione del Parlamento friulano, 13 comunità, 12 membri ecclesiastici e ben 45 feudali rispecchiava solo parzialmente il reale equilibrio politico del Patriarcato, ai castellani sarebbero dovuti andare l'80% delle voci parlamentari e il 90% della responsabilità per aver creato in Friuli una situazione politica insostenibile.
La caduta dello stato patriarcale è favorita da almeno due ordini di fattori concomitanti:
1-la debolezza politica interna dovuta alle continue, feroci lotte fra comunità, feudali e Patriarca;
2-la crescente ambizione espansionistica delle potenze confinanti: l'imperatore Sigismondo coadiuvato dai Conti di Gorizia, dai Carraresi.

Ludovico di Teck nelle sue mire su tutto il Veneto, dava per scontata la sua ingerenza in Friuli. Venezia nel pieno della sua politica espansionistica, trovò grosse difficoltà nell'estendere il suo dominio in Friuli, a causa del'avversione dei feudatari friulani. Avversione fondata in una incompatibilità ideologico-istituzionale tra nobili feudali friulani e la Repubblica Veneta la quale rappresentava per quei tempi una potenza economica, mercantile, burocratica profondamente centralistica, mentre i primi venivano attratti dalla società rigidamente signorile.

La Repubblica di Venezia, pur riuscendo a impadronirsi del Friuli con l'appoggio dei Savorgnan e della parte popolare del Comune di Udine e di altri comuni friulani, riconobbe quasi integralmente i privilegi, i diritti, le giurisdizioni, i giuspatronati goduti sino ad allora dai feudatari friulani.
Il governo di Venezia era ormai completamente in mano a quella aristocrazia ristretta che si era installata su posizioni conservatrici dopo che la Serenissima aveva ottenuto il suo decollo commerciale e politico in ambito europeo e italiano.
I detentori del potere legislativo ed esecutivo erano il Maggior Consiglio, il Senato e il Consiglio dei Dieci, dopo la serrata del 1297 avevano accesso a questi organismi solo i membri appartenenti a famiglie patrizie "vecchie".

Lo sviluppo dell'oligarchia veneziana si attuerà con il passaggio del Consiglio dei Dieci da organismo provvisorio e straordinario a istituzione permanente operante nella più stretta segretezza e, in pratica, centro decisionale dell'intera Repubblica che, con il 1400, perdendo le basi più vitali del suo commercio, passa da potenza marittima a potenza continentale, inducendo una serie di investimenti dal mare alla terraferma dove minori erano in quel tempo i rischi.
Nel far questo la nobiltà veneziana non aprì i suoi ranghi alla nobiltà della terraferma, non operò nessuna sostanziale modifica costituzionale, né rinnovò le tecniche produttive, non allargò la sua base sociale e produttiva ma gestì i possessi della terraferma con il sempre crescente timore di perderli. Si chiuse di più nella staticità aristocratica della sua casta dirigente, formata da poche famiglie della città lagunare, conservatrici per eccellenza e quindi non disponibili assolutamente a soluzioni radicali.

Gli istituti feudali, e i feudatari stessi le erano poi serviti per la sua conquista della terraferma, i Savorgnan stessi erano i filoveneziani nell'ambito friulano ma nello stesso tempo erano i feudatari più potenti e forse più ricchi di privilegi di tutto il Patriarcato.

Il conflitto fra i ceti popolari ed i feudatari friulani avrebbe richiesto una politica volta ad un generale elevamento del tenore di vita, ed evoluzione dei rapporti di produzione.
Venezia in Friuli preferì invece non muovere le acque: smussò i privilegi più pesanti con alcune disposizioni che potevano essere praticamente eluse. Furono quindi perpetuati gli squilibri sociali in una regione che non aveva neppure vissuto pienamente l'esperienza vivificatrice del periodo dei Comuni e che si trascinava il peso di un sistema feudale rinnovato solo nelle forme di sfruttamento del lavoro contadino.

 
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