GLI ANNUARI DELL'ASSOCIAZIONE
  2003 2002
Alcune riflessioni attorno alla malattia contagiosa che investì San Giorgio nella primavera del 1759 (1)
di Marco Monte
ANNO
2002


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Nella seconda metà del '700, San Giorgio con le Ville aggregate poteva contare su una popolazione che si aggirava sui 1.200 abitanti(2). Faceva parte dei territori arciducali delle riunite Contee di Gradisca e di Gorizia e da queste città distava rispettivamente 35 e 40 chilometri. Era ubicato sulla direttrice che univa Gorizia e Palmanova a Venezia ed al Veneto, una posizione strategica sia per i traffici mercantili che per il passaggio di eserciti. Tutto il comprensorio era segnato dalla presenza di aree palustri, fiumi in abbondanza e malsani acquitrini, habitat naturale della zanzara anofele, munifica dispensatrice (ai tempi relativi a questa indagine ciò era del tutto ignoto) dell'infezione malarica. Pur essendo un agglomerato urbano di grosse proporzioni San Giorgio era sprovvisto di un medico locale che garantisse un'assistenza sanitaria continuativa(3). C'era pur sempre lo 'speziale', il dottor Valentino Monticoli, ma questo era medico nella fortezza veneziana di Marano, anche se prestava la sua opera, nello spazio di tempo che gli concedeva la condotta maranese, ai sangiorgini. Nella precoce primavera del 1759 la Villa arciducale fu preda di uno sconosciuto morbo contagioso che colpì con straordinaria virulenza la popolazione causando in pochi mesi un aumento dei decessi di quasi il 300% rispetto alla media degli anni precedenti.

(segue)