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ANNO
2002
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Nella
seconda metà del '700, San Giorgio con le Ville aggregate
poteva contare su una popolazione che si aggirava sui 1.200 abitanti(2).
Faceva parte dei territori arciducali delle riunite Contee di Gradisca
e di Gorizia e da queste città distava rispettivamente 35
e 40 chilometri. Era ubicato sulla direttrice che univa Gorizia
e Palmanova a Venezia ed al Veneto, una posizione strategica sia
per i traffici mercantili che per il passaggio di eserciti. Tutto
il comprensorio era segnato dalla presenza di aree palustri, fiumi
in abbondanza e malsani acquitrini, habitat naturale della zanzara
anofele, munifica dispensatrice (ai tempi relativi a questa indagine
ciò era del tutto ignoto) dell'infezione malarica. Pur essendo
un agglomerato urbano di grosse proporzioni San Giorgio era sprovvisto
di un medico locale che garantisse un'assistenza sanitaria continuativa(3).
C'era pur sempre lo 'speziale', il dottor Valentino Monticoli, ma
questo era medico nella fortezza veneziana di Marano, anche se prestava
la sua opera, nello spazio di tempo che gli concedeva la condotta
maranese, ai sangiorgini. Nella precoce primavera del 1759 la Villa
arciducale fu preda di uno sconosciuto morbo contagioso che colpì
con straordinaria virulenza la popolazione causando in pochi mesi
un aumento dei decessi di quasi il 300% rispetto alla media degli
anni precedenti.
(segue)
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