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ANNO
2001
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Il
25 luglio 1943 il Gran Consiglio fascista si è riunito per
la prima volta contro il Duce (ordine del giorno Grandi). Il Re
riceve il dittatore a Villa Savoia e gli comunica il licenziamento
e lo fa arrestare. Badoglio è il nuovo capo del Governo ed
in un comunicato proclama la fine del fascismo e assicura la continuità
della guerra a fianco dei Tedeschi. Questi spostano forze ingenti
dai Balcani al sud della nostra penisola, per contrastare l'avanzata
degli Alleati. I partiti escono dalla clandestinità, ufficiali
e fascisti si tolgono dalle divise patacche e simboli del caduto
Regime. Il Comando stazione riceve ordine di raccogliere segretamente
dati sul passaggio di armi e truppe germaniche. I convogli si susseguono
con un ritmo di uno ogni tre minuti. In stazione e dintorni comincia
il caos e giunge, in rinforzo una compagnia di bersaglieri richiamati.
Ha inizio la fuga dei soldati dai Presidi locali e dai Balcani:
fermati, sono privi di armi e documenti e affermano di andare a
difendere le loro terre invase: il Comando stazione non riesce più
a controllare la situazione.
Le corse dei treni normali vengono bloccate per ore (e sono stracarichi
di militari e civili) al fine di dare libero transito ai treni tedeschi.
Il caldo è insopportabile; tra i passeggeri che scendono
nel cercare acqua mi si presenta un ufficiale della Marina col nome
del leggendario Rizzo, che alla fine della Guerra del '18 aveva
affondato nel porto di Trieste la corazzata austriaca Wien (1917)
e a Bremuda la corazzata Szent Istvan (la Santo Stefano) e aveva
pure partecipato con D'Annunzio e Costanzo Ciano alla Beffa di Buccari
(4 Medaglie d'argento, due d'oro e il titolo, nel 1932, di Conte
di Grado). Lo faccio accomodare in ufficio e qui chiedo di far proseguire
il treno: l'ammiraglio deve raggiungere il comando a Venezia e Zullino
dà l'ordine al treno di proseguire.
(segue)
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