GLI ANNUARI DELL'ASSOCIAZIONE
  2003 2002
Si fa presto a dire "cincia"
di Giorgio Negrello
ANNO
2000

 

Nell'accezione comune "cincia" è sinonimo di cinciallegra, qualcuno ritiene perfino che si tratti di un diminutivo familiare ed impreziosente. Io appartengo, per motivi anagrafici, a quelle generazioni di saltafossi che hanno imparato sul campo, letteralmente, cos'è una salamandra, le fasi di crescita dei girini e così via, capaci di riconoscere un uccello dal volo o dal canto, ebbene anche noi, alla domanda "ce isal ?" avremmo risposto "une parussule". Un appassionato, però, sa che la faccenda è più complessa e che si deve parlare di "cince", al plurale. (fig.1) La famiglia è quella delle "PARIDAE", sono uccellini piccoli, con becco corto, indifferenti alla presenza umana, tanto da frequentare, ma senza impertinenza, giardini e terrazze; nidificano in cavità di alberi, ma occupano facilmente nidi artificiali e frequentano le mangiatoie, (fig.2) si sa di un caso, in Inghilterra, di un nido costruito in una teiera abbandonata in giardino; la covata è di 5-16 uova bianche con macchie rossastre. Per amor di verità, pescando nella mia memoria, ricordo un nido nel folto dei cespugli di rovo lungo la ferrovia. Sono uccelli diffusi in tutta Europa, alcuni caratteristici di specifiche zone ed i loro nomi ce lo dicono. Su tutto il territorio italiano si possono osservare: la Cincia bigia (Parus palustris), la Cinciarella (Parus caeruleus), la Cincia mora (Parus ater), la Cinciallegra vera e propria (Parus maior) ed il Codibugnolo (Aegithalos caudatus) in particolare nella sua sottospecie meridionale (Aegithalos caudatus rosaceus); lungo l'arco alpino e nella pedemontana : la Cincia bigia alpestre (Parus montanus) (fig.3) e la Cincia dal ciuffo (Parus cristatus); difficilmente visibili, perché peculiari di alcuni territori : la Cincia dalmatina (Parus lugubris) diffusa in Dalmazia, Grecia ed in parte della Turchia, la Cincia siberiana (Parus cinctus) visibile anche in Scandinavia e la Cincia azzurra (Parus cyranus) rarissima visitatrice dei boschi cedui dell'Europa Centrale. La sottospecie nordica del Codibugnolo (Aegithatos caudatus caudatus) vive in Scandinavia, nelle regioni baltiche e nella Russia occidentale. Per inciso, mi sono limitato ad elencare le specie e le sottospecie più osservate e riconoscibili, poiché lo scopo di queste righe non è quello di stendere un trattato sulla specie, ma bensì di solleticare chi è predisposto all'osservazione e di invogliarlo a fermarsi, ogni tanto, poiché è nelle mie convinzioni che la natura possa dare veramente molto al nostro spirito, è sufficiente che i contatti siano improntati all'umiltà e non alla supponenza e che se ne colgano gli aspetti per quello che sono. Ma questa è un'altra storia, un discorso che affronteremo in altra sede. Torniamo, dunque , ai nostri pennuti. Al di fuori della stagione degli amori tendono a riunirsi in stormi misti, a volte, anche ai picchi di piccole dimensioni; hanno colori vivaci, ma alcuni sono solo chiari con cappuccio e pettorina scuri. Non si colgono grandi differenze di colori tra i sessi ed i giovani sono simili agli adulti. Sono tutti piccoli, ma hanno lunghezze medie diverse: si va dai cm. 14 della Cinciallegra, Cincia siberiana, Cincia azzurra ai 13 cm. Della Cincia dalmatina per finire agli 11 cm. Della Cincia bigia e della bigia alpestre, Cincia dal ciuffo, Cinciarella e Cincia mora. Il Codibugnolo deve la sua misura (14 cm.) alla lunga coda, essendo in verità il più piccolo per corporatura; il primato della grandezza spetta alla Cinciallegra. Caratteristiche distintive degli uccelli, oltre al volo ed alle abitudini sono : il colore ed il canto; andiamo a vedere e sentire: · La Cinciallegra (fig.4), come abbiamo già dettoi, è la cincia dalle maggiori dimensioni, è caratterizzata da una striscia nera attraversante le parti inferiori gialle, più larga nel maschio. Alla pari del corpo, anche la sua voce è più forte di quella delle altre cince. Il canto è formato da una serie di metallici "zii-di", tipicamente penetranti. · La Cincia mora (fig.5) ha il capo nero, con le guance bianche e pure bianca sulla parte dorsale del collo, le parti inferiori sono color camoscio chiari e bianche. La voce è un sottile "tsit", quasi lamentoso, il canto è un ripetuto "uiitsi". · La Cinciarella (fig.6) ha come segno distintivo il piccolo cappuccio azzurro. I giovani hanno guance gialle e dorso grigio-bruno; negli adulti le guance diventano bianche, il petto giallo e le remiganti, al pari della coda, di un azzurro cinerino. La voce è varia, il suono emesso più spesso è un acuto "zii", talvolta intercalato ad un trillo. · La Cincia bigia (fig.7) e la Cincia bigia alpestre si assomigliano molto, salvo la pettorina nera, che nella prima è più corta, le guance chiare più del petto, piumaggio bigio (marron-verdino) da sottobosco; la sottospecie scandinava dell'alpestre ha le guance bianco nere. La voce della bigia è un forte "pic-ciu" ed un "zii" ripetuto a mò di brontolio, il canto è una serie di "tciuppi"; la voce dell'alpestre è un nasale "cei", il canto un prolungato "tiu-tiu-tiu", a volte può sorprenderci con un canto gorgheggiato. · La Cincia dalmatina (fig.8) ha la livrea meno marrone della bigia, pettorina più grande e voce simile alla Cinciallegra. · La Cincia siberiana (fig.9) ha cappuccio marrone ed ampia pettorina nera, il resto del petto color camoscio; la voce è similare a quella della bigia alpestre, ma più prolungata. · Il segno distintivo della Cincia dal ciuffo (fig.10), come recita il suo nome, è una cresta piuttosto evidente, è grigiastra, i segni neri della faccia caratterizzano anche i giovani, che però hanno cresta più piccola. La voce è un trillo vibrato e sommesso. Si aggrega meno delle altre e raramente occupa nidi artificiali, comuine nei boschi misti o di conifere. · La Cincia azzurra (fig.11) ha capo bianco e dorso blu, l'abito è più azzurro di quello della Cinciarella, ha due barrature bianche sulle ali. La voce è uno "tsiu", il canto forte e trillante. · Il Codibugnolo (fig.12) si riconosce per le piccole dimensioni e la lunga coda, livrea bianca e nera; la sottospecie scandinava ha il capo completamente bianco, la sottospecie meridionale ha un largo sopracciglio nero. La voce è caratterizzata da un trillante "zimp" ed un sottile "zii-zii-zii", raramente si esibisce nel canto. Le mie osservazioni campali mi portano ad affermare che, in particolare per le cinciallegre, le coppie formatesi all'epoca delle nidificazioni continuano a vivere insieme fino ad inverno inoltrato; fateci caso quando vi capiterà d'incontrarle in giardino o nel parco, sono sempre in coppia. Alcune cince non le ho mai viste, ma non dispero. Quando ero un saltafossi i merli vivevano nei boschetti e nelle siepi lungo i confini dei campi, ora hanno colonizzato ogni spicchio di verde, anche in città; hanno nidificato sulla mia magnolia, a tre metri dalla porta di casa. La prima volta che vidi una tortora dal collare, specie orientale, fu al mercato di piazza degli uccelli, in gabbia; ne ho contate più di cento presso il deposito granaglie di Torviscosa, fanno il nido sulla palma di S.Giovanni, proprio qui dietro. I gabbiani (fig.13) ormai vivono presso le discariche dell'interno. I cormorani (fig.14) risalgono l'Isonzo, li vedono persino in val d'Arzino. Il quadro di riferimento muta, ma in natura tutto è in continua evoluzione; sta a noi osservare e, con l'aiuto del Signore, godere dei colori e del canto delle Sue creature.

Bibliografia : "Uccelli d'Europa" di Bertel Brun - Arthur Singer.
"Guida al birdwatching" della LIPU.