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ANNO
2000
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Nell'accezione comune "cincia" è sinonimo di cinciallegra, qualcuno
ritiene perfino che si tratti di un diminutivo familiare ed impreziosente.
Io appartengo, per motivi anagrafici, a quelle generazioni di saltafossi
che hanno imparato sul campo, letteralmente, cos'è una salamandra,
le fasi di crescita dei girini e così via, capaci di riconoscere
un uccello dal volo o dal canto, ebbene anche noi, alla domanda
"ce isal ?" avremmo risposto "une parussule". Un appassionato, però,
sa che la faccenda è più complessa e che si deve parlare di "cince",
al plurale. (fig.1) La famiglia è quella delle "PARIDAE", sono uccellini
piccoli, con becco corto, indifferenti alla presenza umana, tanto
da frequentare, ma senza impertinenza, giardini e terrazze; nidificano
in cavità di alberi, ma occupano facilmente nidi artificiali e frequentano
le mangiatoie, (fig.2) si sa di un caso, in Inghilterra, di un nido
costruito in una teiera abbandonata in giardino; la covata è di
5-16 uova bianche con macchie rossastre. Per amor di verità, pescando
nella mia memoria, ricordo un nido nel folto dei cespugli di rovo
lungo la ferrovia. Sono uccelli diffusi in tutta Europa, alcuni
caratteristici di specifiche zone ed i loro nomi ce lo dicono. Su
tutto il territorio italiano si possono osservare: la Cincia bigia
(Parus palustris), la Cinciarella (Parus caeruleus), la Cincia mora
(Parus ater), la Cinciallegra vera e propria (Parus maior) ed il
Codibugnolo (Aegithalos caudatus) in particolare nella sua sottospecie
meridionale (Aegithalos caudatus rosaceus); lungo l'arco alpino
e nella pedemontana : la Cincia bigia alpestre (Parus montanus)
(fig.3) e la Cincia dal ciuffo (Parus cristatus); difficilmente
visibili, perché peculiari di alcuni territori : la Cincia dalmatina
(Parus lugubris) diffusa in Dalmazia, Grecia ed in parte della Turchia,
la Cincia siberiana (Parus cinctus) visibile anche in Scandinavia
e la Cincia azzurra (Parus cyranus) rarissima visitatrice dei boschi
cedui dell'Europa Centrale. La sottospecie nordica del Codibugnolo
(Aegithatos caudatus caudatus) vive in Scandinavia, nelle regioni
baltiche e nella Russia occidentale. Per inciso, mi sono limitato
ad elencare le specie e le sottospecie più osservate e riconoscibili,
poiché lo scopo di queste righe non è quello di stendere un trattato
sulla specie, ma bensì di solleticare chi è predisposto all'osservazione
e di invogliarlo a fermarsi, ogni tanto, poiché è nelle mie convinzioni
che la natura possa dare veramente molto al nostro spirito, è sufficiente
che i contatti siano improntati all'umiltà e non alla supponenza
e che se ne colgano gli aspetti per quello che sono. Ma questa è
un'altra storia, un discorso che affronteremo in altra sede. Torniamo,
dunque , ai nostri pennuti. Al di fuori della stagione degli amori
tendono a riunirsi in stormi misti, a volte, anche ai picchi di
piccole dimensioni; hanno colori vivaci, ma alcuni sono solo chiari
con cappuccio e pettorina scuri. Non si colgono grandi differenze
di colori tra i sessi ed i giovani sono simili agli adulti. Sono
tutti piccoli, ma hanno lunghezze medie diverse: si va dai cm. 14
della Cinciallegra, Cincia siberiana, Cincia azzurra ai 13 cm. Della
Cincia dalmatina per finire agli 11 cm. Della Cincia bigia e della
bigia alpestre, Cincia dal ciuffo, Cinciarella e Cincia mora. Il
Codibugnolo deve la sua misura (14 cm.) alla lunga coda, essendo
in verità il più piccolo per corporatura; il primato della grandezza
spetta alla Cinciallegra. Caratteristiche distintive degli uccelli,
oltre al volo ed alle abitudini sono : il colore ed il canto; andiamo
a vedere e sentire: · La Cinciallegra (fig.4), come abbiamo già
dettoi, è la cincia dalle maggiori dimensioni, è caratterizzata
da una striscia nera attraversante le parti inferiori gialle, più
larga nel maschio. Alla pari del corpo, anche la sua voce è più
forte di quella delle altre cince. Il canto è formato da una serie
di metallici "zii-di", tipicamente penetranti. · La Cincia mora
(fig.5) ha il capo nero, con le guance bianche e pure bianca sulla
parte dorsale del collo, le parti inferiori sono color camoscio
chiari e bianche. La voce è un sottile "tsit", quasi lamentoso,
il canto è un ripetuto "uiitsi". · La Cinciarella (fig.6) ha come
segno distintivo il piccolo cappuccio azzurro. I giovani hanno guance
gialle e dorso grigio-bruno; negli adulti le guance diventano bianche,
il petto giallo e le remiganti, al pari della coda, di un azzurro
cinerino. La voce è varia, il suono emesso più spesso è un acuto
"zii", talvolta intercalato ad un trillo. · La Cincia bigia (fig.7)
e la Cincia bigia alpestre si assomigliano molto, salvo la pettorina
nera, che nella prima è più corta, le guance chiare più del petto,
piumaggio bigio (marron-verdino) da sottobosco; la sottospecie scandinava
dell'alpestre ha le guance bianco nere. La voce della bigia è un
forte "pic-ciu" ed un "zii" ripetuto a mò di brontolio, il canto
è una serie di "tciuppi"; la voce dell'alpestre è un nasale "cei",
il canto un prolungato "tiu-tiu-tiu", a volte può sorprenderci con
un canto gorgheggiato. · La Cincia dalmatina (fig.8) ha la livrea
meno marrone della bigia, pettorina più grande e voce simile alla
Cinciallegra. · La Cincia siberiana (fig.9) ha cappuccio marrone
ed ampia pettorina nera, il resto del petto color camoscio; la voce
è similare a quella della bigia alpestre, ma più prolungata. · Il
segno distintivo della Cincia dal ciuffo (fig.10), come recita il
suo nome, è una cresta piuttosto evidente, è grigiastra, i segni
neri della faccia caratterizzano anche i giovani, che però hanno
cresta più piccola. La voce è un trillo vibrato e sommesso. Si aggrega
meno delle altre e raramente occupa nidi artificiali, comuine nei
boschi misti o di conifere. · La Cincia azzurra (fig.11) ha capo
bianco e dorso blu, l'abito è più azzurro di quello della Cinciarella,
ha due barrature bianche sulle ali. La voce è uno "tsiu", il canto
forte e trillante. · Il Codibugnolo (fig.12) si riconosce per le
piccole dimensioni e la lunga coda, livrea bianca e nera; la sottospecie
scandinava ha il capo completamente bianco, la sottospecie meridionale
ha un largo sopracciglio nero. La voce è caratterizzata da un trillante
"zimp" ed un sottile "zii-zii-zii", raramente si esibisce nel canto.
Le mie osservazioni campali mi portano ad affermare che, in particolare
per le cinciallegre, le coppie formatesi all'epoca delle nidificazioni
continuano a vivere insieme fino ad inverno inoltrato; fateci caso
quando vi capiterà d'incontrarle in giardino o nel parco, sono sempre
in coppia. Alcune cince non le ho mai viste, ma non dispero. Quando
ero un saltafossi i merli vivevano nei boschetti e nelle siepi lungo
i confini dei campi, ora hanno colonizzato ogni spicchio di verde,
anche in città; hanno nidificato sulla mia magnolia, a tre metri
dalla porta di casa. La prima volta che vidi una tortora dal collare,
specie orientale, fu al mercato di piazza degli uccelli, in gabbia;
ne ho contate più di cento presso il deposito granaglie di Torviscosa,
fanno il nido sulla palma di S.Giovanni, proprio qui dietro. I gabbiani
(fig.13) ormai vivono presso le discariche dell'interno. I cormorani
(fig.14) risalgono l'Isonzo, li vedono persino in val d'Arzino.
Il quadro di riferimento muta, ma in natura tutto è in continua
evoluzione; sta a noi osservare e, con l'aiuto del Signore, godere
dei colori e del canto delle Sue creature.
Bibliografia : "Uccelli d'Europa" di Bertel Brun - Arthur Singer.
"Guida al birdwatching" della LIPU.
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