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Commento
dei critici d'Arte: Piera Sgiarovello.
Nello Taverna: l'armonia
L'opera recente di Nello Taverna è il frutto di una lunga sperimentazione di stili e tecniche e costituisce il raggiungimento di una sua dimensione, nata dalla consapevolezza
dell'attaccamento alla materia e della voglia di eliminare il superfluo. Egli aspira a realizzare forme
elementari servendosi di materiali semplici come il metallo, il vetro, la sabbia o l'acqua e per questo
lo si potrebbe definire minimalista.
Le gocce, che sono ormai l'emblema del suo stile, sembrano fatte di luce, per questo appaiono così scintillanti, troppo perfette per sembrare dipinte e solide a tal punto da proiettare un'ombra che accentua nuovamente la luminosità. Ma Taverna non si propone di riprodurre passivamente la realtà, bensì aspira a dare al pubblico l'idea di purezza e trasparenza dell'acqua, concretizzata al punto da essere trasformata
effettivamente in vetro in alcune istallazioni come 'Partitura per concerto
Zen'. Nelle opere le gocce sembrano prendere vita: ora si dispongono ad arco, ora in cerchio, oppure appaiono nascondersi dietro quinte di sabbia; in ogni caso emerge la loro indipendenza dal supporto da cui non verranno mai assorbite.
Il dare consistenza a qualcosa di fuggevole ed indefinito ritorna nella
'Gabbia per nuvole', dove i rami paralleli e bianchi non riescono ad essere trattenuti dalla rete metallica.
L'uso di materiali semplici e di colori spirituali per realizzare delle idee, ci induce alla meditazione ed il suo intento, ben
documentato dai titoli evocativi delle opere, è proprio quello di elevarci in una dimensione contemplativa e rasserenante
Piera Sgiarovello, Udine 1998 |