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Sgiarovello

Commento dei critici d'Arte: Ruggero Sicurelli.
Nello Taverna: la goccia e la sua cangiante identità


L'orizzonte culturale di riferimento dell'opera di Nello ricorda molto quello proprio dello 'spazialismo' degli anni cinquanta e sessanta; in particolare delle assonanze tematiche vengono colte in relazione con Lucio Fontana.

Ciò che colpisce nelle tele di Nello è in primo luogo la maestria tecnica. Questa gli consente di avventurarsi in straordinari giochi luminosi vertenti attorno all'illusione ottica della tridimensionalità. Incredulo, lo spettatore è spinto dalla curiosità di toccare con mano le gocce d'acqua proposte dall'autore, per verificarne la natura e la tridimensionalità.

Colpisce poi il paradosso del mancato assorbimenti delle gocce nella superficie ospitante. La prima soluzione che viene in mente all'osservatore è quella di trovarsi di fronte ad una foto che ha fissato il magico momento della provvisoria stabilità compositiva, ovvero di ammirare delle perle che spiccano per la loro trasparenza.

Da un punto di vista compositivo stupiscono le armoniche soluzioni figura - sfondo, che sono l'esito di un intervento ricco di originalità. Einsten ha avuto modo di dire che 'Dio non gioca a dadi'. Il caso può poco in relazione ai lavori di Nello. Questi sono sottoposti a regole compositive quali quella della vicinanza, del rapporto grande-piccolo e della linearità.

La geometria aggregazionale coglibile nelle tele di Nello ubbidisce alle leggi dell'anima piuttosto che a quelle della fisica. La sensibilità del nostro artista è, infine, riconoscibile nei poetici giochi 'figura - sfondo' che tipicizzano i suoi lavori.

Le sue tele hanno un'elevata valenza proiettiva. Ognuno di noi può rintracciarvi contenuti e temi diversi. Da parte sua, Nello si affida a delle titolazioni poetiche rinvianti alla vita chiaroscurale degli spazi astrali.

Ruggero Sicurelli, Treviso 1999