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Una
figura nella notte ……… ……..
il
suo nome è: Alleanza.
Una
serata di pioggia, umido a volontà e vento di scirocco, eccolo come un
bravo stradino appena assunto dal comune nei lavori socialmente utili,
ramazzare ammucchiando qua e là come gli gira, la prima ondata di
foglie autunnali. Nel panificio le ceste sono stracolme, oggi pane
doppio, domani è la festa di tutti i santi.
Chi
può la santificherà riposando, chi invece riunendosi per famiglie più
o meno allargate …….. ‘o
vivevin duç lì, mi dice Sergio, e da come lo dice si
intuisce che erano in molti in quella casa.
Perfetto,
come sempre, in un completo grigio dal taglio impeccabile, guida
impavido il suo negozio di punta come un grande capitano, "và
pensiero ……" aleggia nell’aria a fare da colonna sonora alla
leggenda metropolitana che sto per disnezà, ultima io forse o l’unica
dei sangiorgini del secolo scorso ad essere all’oscuro delle imprese
di una figura epica ……. ma andiamo per ordine
Un
po’ stupito ma con tutta tranquillità Sergio
racconta, così come riaffiorano alla memoria, un’infinità di
particolari utili per ricostruire l’identikit di una donna
eccezionale.
Poco
importa se era sua zia, anzi importa sì, perché il racconto è di
prima mano, lui l’ha conosciuta, hanno vissuto
nella stessa casa, così mentre parla, rovistando nei ricordi, si vede
benissimo che è già lontano, non è più lì, le mani su uno splendido
tweed dai colori autunnali, ………. è tornato indietro nel
tempo e sta ricomponendo il quotidiano della sua infanzia.
Ho
un bel sgranare gli occhi incredula, quello che sento e cercherò di
riportare ha un sapore fantastico e realistico allo stesso tempo.
Provate a seguirmi allora sulle tracce di una donna non comune a
cominciare dal nome: Alleanza (in veretât si clamave Giovanna) e
alla fin e converrete con me che va ricordata.
…….
me agne Leanze ………..
‘e lave a croz, ma no dome chei, si intindeve di dut,
aveva una perfetta sintonia con la natura, in tutte le sue forme, iè
‘e saveve là che arin foncs, cais
… …. daûr le stagion ‘e partave cjâse capassis, bisaz, tencis, tinche
penso, pesci di acqua ferma, un po’ giallini, …… mi
plasevin, dice Sergio.
Anche
se mi sento un po’ invadente faccio altre
domande, per abbozzare meglio questa figura che non finisce di stupirmi.
Jò
no le ai cognssude di zovine, ma ‘e
à di sedi stade une biele femine, e mi
spiega chi sono i suoi parenti più stretti, che io non conosco e così
mi devo affidare al racconto e all’immaginazione ….. ma ecco
che stiamo per assistere alla vestizione di Leanze.
…….
‘e partive cul scûr, ‘e tornave cul scûr, pense tu, quasi
quasi non sembra vero neanche a lui, fa una pausa, e poi riprende, mi
pâr di iodile come cumò sul fare della sera: ‘e
preparave il lusôr cul carburo, si veve di rompilu prime, il carburo,
lu fasevin a tucuz sie fîs, e qui mi
manca la preparazione tecnica, allora a quelli che sanno cos’è una
lanterna che funziona col carburo non occorrono dettagli, gli altri si
accontentino di … … al
faseve une biele lûs.
Ma
eccola Leanze che si veste: due paia di calzetti di lana negli
stivali, oltre alle calze lunghe e dei pantaloni di tuta da operaio,
forse una mantellina nera (mì dirà Luisa intervistata al banco del
pesce) …… alla canna della bicicletta fissa un
fossignin e nel portapacchi un sacco ben piegato, per non
perderlo strada facendo, lo avrebbe poi riempito di tutto quello che
trovava nottetempo. ……… sono in tanti in casa, mi pare di sentire
la confusione, si fanno in quattro per darle una mano, ma non c’è
meraviglia, è normale che vada ……
………..
vie bisole di gnot, pussibil ? ma lui è tranquillo, e prosegue
nel racconto senza fare una piega, senza enfasi, senza esagerare, lui l’ha
vista a partire, nel buio ….. ‘e
stave fûr dute le gnot, ‘e tornave le matine, po’ ‘e
durmive un quatri orutis e alore duch zito par no disturbâle.
Intant
i ureve netaiu, preparaiu, parzech’e lave a
vendiu i croz e alore si metevisi, in
catena di montaggio, chi la testa, chi le zampe cu li fuarfis,
un iu discrotave (giustamente), disledrosanju e ……
Sergio va avanti spedito come se
raccontasse un film, per me è un viaggio nel tempo, sequenze di fatti
semplici frutto della necessità, vissuti senza inutili drammi ………a
qualchidun i tociavin i budiei,
partendo dallo sterno, altro che lezioni di anatomia! a far svenire gli
studenti di medicina un po’ deboli di stomaco.
Mentre
descrive con le mani questa ultima operazione, gli si illumina lo
sguardo, une vôte mi a tociât a mì e ‘o ai
ciatât une capassute ancemò vive, e ………. ma le soi tignude,
ride contento
tornât frut, par un moment.
Penso
ai primi piani zuccherosi della bella Licia, mentre sorride dal video,
sbattendo sapientemente le ciglia sui suoi occhioni azzuri, è di
ritorno dalle Galapagos dove è stata a tu per tu con una tartaruga
gigante, unica superstite di quel tipo, ……..
sembra abbronzata e bene in salute ma ci invita a piangere con lei su
questa specie animale in via di estinzione, …….. che tiramigiù!
sono le donne come Leanze che si sono estinte, cara Licia, altro che …..
su quello si dovrebbe meditare.
C’era
un gioco che si faceva da piccoli "hanno detto di te",
uno si tappava le orecchie per non sentire, poi gli venivano riferiti
commenti che erano stati fatti su di lui e doveva indovinare chi aveva
detto così e così.
Appena
si fa il suo nome tutti dicono ‘e cui no le
cognosseve Leanze.
Ma
sentiamo Tina Daimâgos "….. se me la
ricordo! entrata nel negozio di mio padre, elettrodomestici ma noi si
teneva anche caccia e pesca, era lì per comprare ami e pallini da
caccia, discuteva con cognizione sul calibro dei pallini a seconda della
preda che andava a stanare, noi bambine eravamo ammirate e intimorite a
sentire che una donna sapesse usare un fucile, ………. e che andava a
caccia poi."
…….
no, jè no lave a ciaze, iu comprave pal so on, e po’
duç nun, in ciâe, si pestave il polvar par fà cartuccis …….. corregge
il testimone chiave di questo revival.
"A
noi piccoli faceva un po’ paura, con quegli stivaloni e la sua statura
imponente" dice Marcella, alla quale devo le prime notizie
che hanno destato la mia curiosità, ed è responsabile quindi di avermi
messo sulla pista di questa storia fantastica.
I
croz di Leanze
erano preziosi per fare il brodo agli ammalati dell’ospedale
è la prima cosa che dicono tutti ……. e poi lei sapeva fare punture,
vestire i morti e chissà cos’altro ancora, basterebbe chiedere in
paese e ognuno che l’ha conosciuta avrebbe un suo piccolo
particolare da aggiungere, nel tratteggiare il profilo di questa donna
unica.
…….
Fasevie paure? chiedo a Sergio attenta a non rompere l’incanto,
e fargli perdere il filo, …… ze
dîtu, me agne Leanze no
si rabiave mai cun nessun!
Vien
fatto di pensare che a questo vagare di notte per la campagna, da sola,
facesse automaticamente da supporto un carattere duro e autoritario, un
cipiglio da gendarme, invece oltre al coraggio aveva anche un carattere
dolcissimo, non si spazientiva mai e sentite qua
care femministe dell’ultima ora (questo mi ha
spiazzato veramente!) ‘e veve une
venerazion pal so on (che sia questa l’emancipazione
che tanto andiamo cercando?) ………. Driàn lu clamave….…
mi vîsi, aggiunge Sergio, che i
plaseve pì di dut, di bevi il caffè insieme cun lui, e dopo ‘e
zuiavin di briscule.
Sorride
soddisfatto e si consulta con Germana, la grazia della sua presenza lo
rassicura mentre io mi sento 10 a 0 davanti al suo bellissimo friulano,
genuino e raffinato al tempo stesso, se lès jè a Brussel a difindi
le lenghe in via di estinzione, sono sicura che tutti sarebbero più
che felici di salvarla …….. il ritratto di Leanze
è quasi completo, sembra combaciare con i ricordi che man mano sono
venuti a galla, ………..alore mandi e
……. grazie!
………..
sono uscita nella pioggia e nel vento caldo dell’ultima sera di
ottobre, dovevo andare fino alla Coop senza ombrello …….. ci
crederete mi vergognavo un po’ a tirare su il cappuccio della
mia giacca gommata nuova nuova, par
là di chi a lì.
…….
pensavo a Leanze che aspettava un permesso dalla Snia e quando questo
arrivava andava a rane fin ……. chissà fin dove: la bici, il
fossignin, il lusôr a carburo, il sac, così sicura di sé, tutta
sola ….. e padrona della notte.
1
novembre 2000 |
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